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Padre Gabriel Tesfamicael

Asmara – Eritrea

Secondo l’Unesco oggi a circa 63 milioni adolescenti tra i 12 a 15 anni, viene negato il diritto all’istruzione. L’Eritrea è una di quelle Nazioni che ha il più alto tasso di abbandono scolastico. Lo slogan “l’istruzione per tutti” entro il 2015, lanciato dall’Unesco nel 2007, non ha avuto successo, i dati mostrano che non ci sono stati progressi per la riduzione di questo numero. Aiutare più bambini a frequentare la scuola primaria e a proseguire se possibile anche la scuola secondaria darà modo di ridurre l’analfabetismo.
Questo è l’obiettivo che si prefigge padre Gabriel aderendo al progetto di sostegno a distanza. Già da molto tempo è stato decretato il servizio militare per i giovani, che hanno compiuto 17 anni. Sia maschi che femmine sono chiamati a fare il servizio militare, seguito poi dal cosiddetto “servizio civile” fino ai cinquant’anni senza stipendio, senza far rientro a casa. Questi giovani non hanno la possibilità di continuare gli studi, non possono cercare il lavoro e meno che meno aver cura della famiglia.
Purtroppo allora come si può constatare dalle barche che arrivano sulle coste italiane, dove vi sono parecchi eritrei, pur di scappare dal regime d’oppressione disertano il servizio militare e rischiano la vita nel deserto (pericolo dei trafficanti) e in mare.
Da tre anni il governo ha voluto armare anche gli uomini dai cinquanta ai settant’anni. Così i bambini sono rimasti con le nonne senza aiuto. Nella scelta dei bambini da sostenere a distanza la priorità è dati agli orfani, subito dopo alla famiglia con numerosa prole con difficoltà economiche, questa ha bisogno di un sostegno economico prima per la sua sopravvivenza e poi per il bambino dandogli pane e aiutandolo ad andare a scuola. Per tante famiglie questo contributo, pur con il caro vita che colpisce l’Eritrea, è un faro di speranza, perché è l’unica fonte di vita. L’obiettivo del progetto non è rendere i bambini o le loro famiglie degli eterni assistiti, bensì aiutarli a rendersi autosufficienti senza spostarli dal loro ambiente.

Congregazione Figlie di S. Anna

Asmara – Eritrea

Dopo anni di collaborazione tra l’Associazione e le suore che ha visto crescere reciproca fiducia grazie alla realizzazione di vari progetti (sicurezza alimentare, ristrutturazione Casa delle Orfane, realizzazione clinica di Zagher), nel 2013 si è aperto un nuovo rapporto finalizzato al sostegno a distanza. L’occasione è nata da una vicenda tragica: in uno dei villaggi da loro seguiti, Woki, si è consumata una tragedia familiare che ha causato cinque piccoli orfani. Le suore hanno ritenuto che il progetto di sostegno a distanza avrebbe potuto essere un valido aiuto per sostenere questi piccoli nella loro crescita. Il progetto, partito sostenendo questi 5 bambini, si è successivamente esteso ad altri bambini i cui genitori sono sieropositivi. Abitano nella periferia di Asmara, dove vivono i più poveri, in zone chiamate Gheza Tanica e Haddish Adi.

Vivono in case misere e senza acqua corrente. Sono case fatte di lamiera, senza soffitto. Le famiglie che vivono in queste zone non possono permettersi di pagare l’affitto in zone migliori della città.
Per sopravvivere, alcuni di loro fanno lavori saltuari o vendono piccole cose per la strada, come caramelle, noccioline e sapone.
Molti di loro sono disperati e non sanno come fare a sopravvivere né riescono a migliorare la loro condizione. Soprattutto sono preoccupati per i loro bambini che hanno bisogno di tante cure per poter crescere e meritano una vita migliore.
Queste persone si sentono abbandonate ed emarginate dalla società. Due suore si recano settimanalmente in queste zone e danno conforto alle famiglie, sia spiritualmente che materialmente. Le suore stanno inoltre avviando un progetto con le madri di questi bambini, inserendole nelle loro scuole di tessitura.